lunedì 28 marzo 2016

CONCERTO DI PASQUA A ISERNIA





Le festività cattoliche sono, da sempre, un incentivo alla fioritura di concerti in ogni dove, non ha fatto eccezione la città di Isernia con il suo CONCERTO DI PASQUA diretto dal M° Fernando Raucci alla guida dell’ORCHESTRA DA CAMERA E SINFONICA DI FROSINONE. Molto amato dalla sua città, Raucci vanta una carriera artistica di tutto rispetto specialmente all’estero (direttore della Princeton Youth Orchestra, assistente direttore dell’ American Symphony di New York, direttore dell’Opera International di Princeton e direttore principale ospite della Trenton Symphony. Ha diretto anche in Polonia, Russia, Ungheria, Romania e Bulgaria). Un programma, quello del concerto di ieri sera, aderente all’occasione festiva e con un incipit originale e di grande impatto emotivo, l’ingresso in palcoscenico del M° Giuseppe Cerrone che ha diretto il Coro Cordis Voce, “nascosto” dietro le quinte,  nella sequenza gregoriana VICTIMAE PASCHALI,  tradizionalmente cantata nella solennità di Pasqua . I cori ad integrarsi con l’orchestra erano quattro: LA CAPPELLA CELESTINIANA (Dir. Fabio Palumbo), ISERNIA GOSPEL CHOIR (Dir. Rossana Leva), CASTELPETROSO “In…Canto” (Dir. Loredana Vacca) e CORO CORDIS VOCE (Dir. Giuseppe Cerrone). In sinergia tra loro  un centinaio di elementi , nonostante la formazione amatoriale, hanno dato prova di grande professionalità  ed empatica osmosi. Secondo pezzo della serata il PRELUDIO dal TE DEUM di Marc Antoine Charpentier, conosciutissimo per essere da sempre la sigla dei programmi Rai in eurovisione. Dalla Francia all’Austria con W.A. Mozart ed il suo AVE VERUM  CORPUS  K618 per coro e orchestra. Basato sul testo eucaristico omonimo del XIV secolo e  composto dall'autore salisburghese a Baden, nei pressi di Vienna nel 1791, nato per l'occasione della solennità del Corpus Domini, viene considerato  uno dei momenti più alti del genio mozartiano.  Pëtr Il'ič Čajkovskij rielaborò questo celebre mottetto nella preghiera che costituisce il terzo movimento della Suite n. 4, op. 61, nota - non a caso - come Mozartiana. Si passa quindi alla sacralità per eccellenza quella  di J.S. Bach con la sua celebre CORALE N.147, composta in buona parte a Weimar nel 1716 (BWV 147a) per l'Avvento,  venne ampliata nel 1723 a Lipsia per la festa della Visitazione (BWV 147). La prima esecuzione ebbe luogo il 2 luglio 1723, attualmente viene eseguita nelle liturgie natalizie e pasquali  quasi mai in occasione della festa per cui Bach la compose. Dalla musica classica alle composizioni  contemporanee di Monsignor Marco Frisina , il PACEM IN TERRIS, scritta ispirandosi all’enciclica di Papa Giovanni XXIII e  il DIO E’ AMORE. Diplomatosi in composizione a Santa Cecilia, Frisina può essere considerato un “Ennio Morricone in abito talare” per la vena prolifica della sua  ispirazione musicale che spazia dai testi sacri alle colonne sonore per film sempre di contenuto religioso. Altro compositore contemporaneo il M° Nicola Graziano che ha diretto la sua VERSO I CIELI,  dal cromatismo che ha richiamato alla mente quello dei compositori russi ottocenteschi. Tra le composizioni sacre più belle anche se la sua nascita è controversa è sicuramente l’AVE MARIA di Caccini. La musica è stata attribuita fino a qualche anno fa a Giulio Caccini, il noto compositore rinascimentale, (1550-1618), in realtà si tratta di una composizione contemporanea, del russo Vladimir Fedorovic Vavilov (1925-1973), da lui pubblicata come opera di “Anonimo” nel 1972, la falsa attribuzione a Caccini avvenne dopo la morte di Vavilov, da parte dell'organista Mark Szachin, ciò nondimeno rimane intatto il valore di una delle più toccanti pagine musicali del repertorio mariano, ad eseguirla nell’Auditorium di Isernia , il soprano Antonella Inno. Altra voce sopranile , quella di Carmela Anna Fascino che ha eseguito un copasaldo  della tradizione sacra, il LAUDATE DOMINUM di Mozart, brano, oltretutto,  che è la quinta delle sei parti dei Vesperae solemnes de confessore (K 339) ultimo lavoro chiesastico composto da Mozart al servizio dell'Arcivescovo di Salisburgo. Pezzi conclusivi LA GRANDE PASQUA RUSSA  di N.Rimskij-Korsakov e l’ALLELUIA dal MESSIA di G.F Haendel.  Il primo  è del 1888 e il compositore  ne ebbe a dire: “Ho voluto rappresentare il versante leggendario e pagano della Pasqua, cercando di dare voce al sentimento di gioia che nel racconto evangelico accompagna sempre la festa della Resurrezione” , basata su musiche popolari e folkloriche, questa ouverture, racchiude tutto il colorismo della grande musica russa di cui ha dato una bella prova l’Orchestra di Frosinone. Il conclusivo Alleluia, del 1741, Haendel   lo scrisse di getto e rimane, sicuramente la sua pagina più celebre.  Calorosi ed affettuosi applausi per tutti, specie per il M° Raucci visibilmente soddisfatto per la prova orchestrale e dei cori abilmente diretti dai vari titolari, ma soprattutto commosso per il calore che la sua città gli ha meritatamente dimostrato.




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