mercoledì 9 novembre 2016

ROBERTA SOLE : LA MAIEUTICA APPLICATA ALL'ARTE



Ultima, ma solo in ordine di tempo, la conversazione che conclude il lungo ciclo di interviste ai membri della giuria del Premio Art-e di Veroli e precisamente quella con ROBERTA SOLE. Nata a Sora, ha vissuto a Frosinone fino al momento della sua laurea in Economia e Commercio, facoltà scelta più per sfida con sé stessa e tradizione familiare che per vera inclinazione, infatti la sua vera passione, coltivata fin da giovanissima, è l’Arte. Ha sempre disegnato fin da bambina, ma il suo percorso di vita non l’ha condotta a diventare pittrice, bensì curatrice di mostre e di eventi legati comunque all’arte. La vita è fatta di incontri e di occasioni che spesso si rivelano fondamentali anche nei progetti lavorativi ed è quello che è accaduto alla Sole ormai quasi dodici anni fa. Dopo l’esperienza professionale come promotrice finanziaria, dal 2005 ha iniziato a collaborare ad alcuni eventi d’arte a Roma e non solo. Poi nel 2014 l’incontro fortunato con Maurizio Bedini che le ha proposto di gestire (insieme al critico d’arte Francesco Giulio Farachi), il suo spazio espositivo il Muef ArtGallery di Roma, un’opportunità colta al volo e la realizzazione di un vecchio sogno. La nostra chiacchierata particolarmente informale ha delineato un carattere volitivo e tenace negli obiettivi da raggiungere, “autodidatta nell’arte con il tempo ha affinato l’occhio” nel riconoscere i veri talenti che segue con cura, oserei dire, materna. Partendo dal presupposto che ogni artista è alla ricerca di conferme e gratificazioni, la Sole instaura con loro un profondo e iniziale rapporto confidenziale per “ricercare l’anima” di ciascuno. L’arte è “emozione” come quella legata al ricordo della mostra (primavera 2015) da lei ideata, soprattutto a partire dal tema: “Mostra il blu” perché “la tensione fredda del blu sempre richiama una condizione dell’anima”. Affascinata dall’arte contemporanea è sempre alla ricerca di nuovi talenti per conoscerli e promuoverli non solo a Roma, ma per sua ammissione quelli che ama di più sono Kandinsky e Miró per il vivace colorismo da cui è sempre stata attratta. “Se devo, però, andare a visitare un museo o una mostra importante preferisco sempre vedere i pittori antichi con preferenza per quelli dell’800 specie se di scuola napoletana, i Preraffaelliti, Klimt, Henri-Edmond Cross, i Macchiaioli che ultimamente stanno vivendo una riscoperta, gli artisti del periodo Liberty… mi piacerebbe poter mettere a casa un Giulio Aristide Sartorio. Di pittori contemporanei che mi affascinano ce ne sono alcuni molto interessanti. Per citarne alcuno: c’è l’italiano Agostino Arrivabene per i suoi richiami a Hieronymus Bosch, ed un giovane californiano Jeremy Mann”. In questi giorni è impegnatissima nell’allestimento e organizzazione della sua ultima creatura, in collaborazione con Francesco Giulio Farachi e Maurizio Bedini, “Emersioni - quando riaffiora ciò che hai voluto celare” mostra che s’inaugurerà il 13 novembre al Muef fino al ventidue dello stesso mese la cui protagonista è la pittrice romana Antonella Catini. Un titolo emblematico che riguarda molti artisti o aspiranti tali che, a volte, trovano difficoltà a far emergere la propria interiorità, perché “per crescere sul serio dobbiamo fare i conti con noi stessi e far emergere anche ciò che per molto tempo abbiamo cercato di nascondere, occultare”. Non resta che augurare bonne chance a tutto il team per l’evento imminente e per tutti i progetti futuri, considerando l’energia e la creatività vulcanica della Sole nel prossimo futuro la calendarizzazione degli eventi registrerà il sold out. 


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